GRANDE VERTICALE ALLA MONTE SCHIAVO: Le Giuncare dal 1998 al 2003
22-12-2005 17:22 Si è svolta il 17 Dicembre scorso, alla presenza di illustri personalità del mondo giornalistico specializzato, la degustazione verticale de Le Giuncare, il Verdicchio Riserva Monte Schiavo, che tanto ha fatto parlare di sé dopo i numerosi riconoscimenti nazionali ed internazionali, primo fra tutti il trofeo come miglior bianco d’Italia all’International Wine Challenge di Londra o anche le recentissime tre corone (massimo riconoscimento) della Guida Vini Buoni d’Italia.
Le Giuncare è innegabilmente un vino di forte carattere e struttura che ha riscosso sempre enorme successo divenendo una delle massime espressioni del Verdicchio.
Poter affiancare, in una degustazione verticale condotta da personalità di grande competenza in materia, tutte le annate prodotte, è stato, oltre che piacevole, estremamente utile per studiare a fondo questo vino, il tipo di evoluzione su cui può contare, e le differenze organolettiche in base alle diverse annate.
La degustazione si è svolta nella nuova sede della Monte Schiavo, nella sala degustazione riservata appunto a questo genere di iniziative. Erano presenti, in qualità di ospiti degustatori Giampaolo Gravina, della Guida Vini d’Italia dell’Espresso, Fabio Giavedoni, Pierpaolo Rastelli e Valerio Chiarini dell’Associazione Slow Food, Massimo Di Cintio del Gambero Rosso, e Otello Renzi dell’Associazione Italiana Sommelier, i quali hanno presentato, ciascuno, una diversa annata del vino in degustazione, parlando delle note organolettiche e delle proprie personali impressioni, alimentando una piacevole ed interessante discussione.
Apre la degustazione VALERIO CHIARINI con l’annata 2003, annata non certo memorabile per il mondo vitivinicolo, in cui, tuttavia, il nostro vino emerge, se non per l’espressione dei profumi, per l’immediata freschezza che promette un ottimo invecchiamento. Nonostante l’annata difficile, il vino raggiunge comunque un perfetto equilibrio in bocca.
La degustazione prosegue con l’annata 2002, presentata da OTELLO RENZI il quale ne sottolinea la luminosità del colore, l’avvolgenza, la morbidezza e la persistenza del gusto. Il vino offre una finezza olfattiva in cui ricorrono note fruttate delicate e di muffa nobile per poi chiudersi, in bocca, in un finale ammandorlato tipico del Verdicchio.
PIERPAOLO RASTELLI commenta invece Le Giuncare 2001, evidenziandone l’ottimo equilibrio e la buona compiutezza, merito, in buona parte, di un’ annata meteorologica particolarmente favorevole. In particolare, al naso le note fruttate e floreali iniziano a virare verso componenti più minerali e mature. In bocca si riscontra una bella rotondità; è un vino integro, assolutamente intenso, pieno e con un’ottima possibilità di evoluzione.
Arriviamo così con OTELLO RENZI all’annata 2000, che si presenta subito, alla vista, di un giallo oro molto più intenso rispetto agli altri e molto consistente. Al naso colpisce la complessità del bouquet con sentori più maturi che ricordano la frutta secca, i fiori d’arancio, la confettura d’albicocca. In bocca è morbido fresco e amarognolo quasi allo stesso tempo. E’, questo, un vino di forte persistenza e importanza, caratteristiche dunque, che lo rendono quasi un vino da meditazione.
Secondo MASSIMO DI CINTIO Le Giuncare 2000 soffre forse un po’, se degustato verticalmente e confrontato con le altre annate; tuttavia, per sua diretta esperienza, se degustato da solo, con piatti di pesce, esprime per intero la sua eccellenza.
L’annata 1999, è stata introdotta da GIAMPAOLO GRAVINA il quale ne ha sottolineato le similitudini, soprattutto nei profumi, con l’annata 2000. Il profilo olfattivo si compone di toni lievemente vegetali che esplodono in sensazioni di frutta secca in bocca. L’impatto evolutivo è più marcato e la compiutezza è decisamente ben espressa.
La verticale si conclude con l’intervento di FABIO GIAVEDONI, e le sue impressioni sull’ultima annata in degustazione, la 1998 che presenta un preciso equilibrio in bocca. Il finale è perfettamente amarognolo e ammadorlato; il sentore di anice che si riscontra è tipico di un Verdicchio invecchiato e maturo quale appunto è Le Giuncare 1998. Ottima è dunque l’evoluzione.
In generale da questa degustazione verticale si evince che Le Giuncare è un vino di eccellente qualità, di forte struttura e di gran corpo; le annate più vecchie risultano essere le migliori per complessità ed equilibrio a dimostrazione del fatto che siamo di fronte ad un vino di incredibile longevità.
Le Giuncare è, in tutto e per tutto, un’eccellenza marchigiana che, a buona ragione, può classificarsi tra i migliori vini al mondo.
Concluderei ricordando le parole di Luigi Veronelli il quale ha definito questo vino, “un grande vino, uno dei migliori Verdicchio del mio ricordo”.